21 MARZO – GIORNATA MONDIALE PER LA SINDROME DI DOWN

La Giornata mondiale della sindrome di Down è stata indetta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2011, ma era ricordata e celebrata con iniziative meno formali dal 2006.

La scelta della data non è casuale: 21 marzo (21/03), infatti, si riferisce alle tre copie del cromosoma 21, riscontrabili nelle persone con sindrome di Down rispetto alle due copie possedute dalla maggior parte delle persone. Non è ancora nota la causa di questa condizione genetica, ma si sa che essa si manifesta in maniera uniforme su tutto il globo, senza distinzioni geografiche o etniche.

Il tasso di incidenza della sindrome di Down sui nuovi nati è di circa 1 persona su 1000. Ogni anno nascono circa 3000-5000 persone con questa anomalia genetica. La qualità della vita delle persone con la sindrome di Down varia a seconda dei casi, può essere migliorata rispondendo in modo efficace alle loro necessità: visite mediche regolari per monitorare condizioni fisiche e mentali, fisioterapia, terapia occupazionale, logopedia ed educazione mirata. Sono importanti anche altri fattori collegati alla rete sociale e alle possibilità di sviluppo del potenziale personale, come le cure parentali e i  progetti di educazione inclusiva e integrazione sociale.

La Giornata ha l’obiettivo di promuovere attività di sensibilizzazione sulla sindrome di Down in tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite.

Nel 2020,  il tema principale delle diverse iniziative è stato ‘We decide’ (‘Decidiamo noi’), il coinvolgimento delle persone con sindrome di Down nelle decisioni riguardanti le loro vite e il loro posto nella società. Sono stati girati e raccolti video da tutto il mondo (visualizzabili sul canale YouTube ufficiale della Giornata_https://www.youtube.com/user/DSiWDSD) in cui persone con la sindrome di Down raccontano le loro esperienze, mettendo in evidenza temi e aspetti  spesso trascurati o ignorati.

Per maggiori informazioni sulla giornata consultare il sito ufficiale dedicato alla ricorrenza e l’articolo sul tema sul sito dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down).